SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
- La ricerca sui farmaci
LO STUDIO OSSERVAZIONALE DEL
MESE
"Antipsychotic therapy and short-term
serious events in older adults
with dementia"
Rochon PA, Normand SL, Gomes T, Gill SS, Anderson GM, Melo M, Sykora
K, Lipscombe L, Bell CM, Gurwitz JH - Arch Intern Med 2008 26;168:
1090-6
Archivio studi osservazionali
|
Lo Studio Osservazionale del
Mese – A cura del Dr. Giampiero Mazzaglia Antipsychotic
therapy and short-term serious events in older adults with
dementia Gli antipsicotici
di seconda generazione (atipici) vengono comunemente utilizzati
nel trattamento dei sintomi psicologici e comportamentali
in pazienti affetti da demenza. Tali farmaci, ormai in commercio
da più di una decade, hanno parzialmente sostituito
gli antipsicotici di prima generazione (convenzionali), in
quanto ritenuti più tollerabili. Nel corso degli ultimi
decenni sono stati condotti diversi studi che hanno esaminato
il profilo di sicurezza degli antipsicotici, relativamente
al rischio di sintomi extrapiramidali, cadute, fratture del
femore, eventi cardiovascolari e mortalità. Tuttavia,
non è stato mai analizzato il profilo complessivo di
sicurezza di questa categoria terapeutica. I dati sono stati ricavati dai
database amministrativi presenti in Ontario, Canada. Essi
forniscono informazioni socio-demografiche, prescrittive,
sulle cause di ricovero e di decesso in tutta la popolazione
residente nell’ambito dell’Health Insurance Plan
Canadese. Tali dati, estratti nel periodo compreso tra il
1 Aprile 1997 ed il 31 Marzo 2004, sono stati implementati
in un unico database, attraverso tecniche di record linkage.
Sono stati selezionati tutti i soggetti di età >65
anni con diagnosi di demenza, ai quali veniva prescritto un
antipsicotico nel periodo successivo (DATA INDICE) alla data
di dimissione ospedaliera. Sono stati esclusi dalla coorte
tutti i soggetti con storia di schizofrenia, malattia di Huntington,
nonché i pazienti sottoposti a dialisi nei 5 anni precedenti,
in quanto per questi pazienti le modalità di trattamento
con antipsicotici risultano differenti rispetto ai soggetti
con demenza. Inoltre, sono stati esclusi tutti i soggetti
con storia di parkinsonismo o manifestazioni extrapiramidali,
nonché i pazienti affetti da tumori cerebrali, epilessia,
traumi, pregresse fratture patologiche o dell’anca.
Per una corretta identificazione dell’evento decesso
associato all’uso di antipsicotici, sono stati esclusi
coloro i quali ricevevano cure palliative, in quanto ad alto
rischio di mortalità da altra causa. Sono stati selezionati 20.682 pazienti appartenenti al community group e 20.559 al nursing home group, distribuiti equamente nei tre gruppi di esposizione. I farmaci antipsicotici atipici maggiormente prescritti sono risultati il risperidone (72,0% nel community group vs. 73,1% nel nursing home group), seguito da olanzapina (20,0% vs. 20,2%) e quetiapina (8,0% vs. 6,7%). Nel gruppo degli antipsicotici convenzionali l’aloperidolo è risultato il più prescritto (58,6% community group vs. 52,9% nel nursing home group), seguito da loxapina (17,8% vs. 24,2%) e tioridazina (10,7% vs. 11,6%). Le analisi relative agli obiettivi principali, hanno prodotto i seguenti risultati: 1. Nel community group, il 13,9%
dei soggetti in trattamento con un antipsicotico atipico ed
il 16% con antipsicotico convenzionale hanno sviluppato un
evento avverso serio. Di questi sono deceduti, il 2,7% in
terapia con atipici ed il 4,6% in terapia convenzionale. Rispetto
ai soggetti non trattati, il rischio di sviluppare eventi
seri è risultati pari ad un OR (Odds Ratio) di 3,2
(95% CI: 2,8-3,7) per gli atipici e 3,8 (95% CI: 3,3-4,4)
per la terapia convenzionale. I risultati del presente studio
riportano una elevata insorgenza di eventi avversi gravi nei
30 giorni successivi all’inizio della terapia con antipsicotici
in soggetti anziani affetti da demenza. Tali eventi si verificano
con maggiore frequenza nei soggetti in trattamento con antipsicotici
convenzionali, rispetto agli atipici. Per quanto concerne
i due gruppi considerati, la tipologia di reazioni risulta
pressoché sovrapponibile, sebbene sia risultata meno
frequente nei soggetti residenti nelle case di cura. Tale
dato appare particolarmente interessante in quanto gli antipsicotici
risultano fortemente utilizzati in questo setting (circa il
35% dei pazienti) ed essi rappresentano una delle cause maggiormente
associate all’insorgenza di reazioni avverse. Giampiero Mazzaglia |
Webmaster:
Federico Casale (sif@unito.it) |
Ultimo
aggiornamento: 23 Giugno 2008 |





