SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
- La ricerca sui farmaci
LO STUDIO OSSERVAZIONALE DEL
MESE
Antidepressant use, depression, and survival
in patients with heart failure
O'Connor CM, Jiang W, Kuchibhatla M, Mehta RH, Clary GL, Cuffe MS,
Christopher EJ, Alexander JD, Califf RM, Krishnan RR
Arch Intern Med. 2008 10; 168: 2232-7
Archivio studi osservazionali
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Lo Studio Osservazionale del
Mese – A cura del Dr. Giampiero Mazzaglia Antidepressant
use, depression, and survival in patients with heart failure • Sul totale dei pazienti
arruolati, 302 (30%) hanno avuto un BDI maggiore di 10 e sono
stati considerati depressi; di questi il 24,2% assumevano
antidepressivi, rispetto al 12,5% dei pazienti con BDI <10. I risultati del presente studio
di coorte suggeriscono in pazienti affetti da scompenso cardiaco
un aumentato rischio di mortalità associato alla diagnosi
di depressione, ma non al trattamento con antidepressivi.
Inoltre, non sembra che l’uso di tali farmaci sia in
grado di ridurre il rischio di mortalità. Tali risultati
non confermano quanto è emerso da ricerche precedenti
che ipotizzavano l’associazione tra antidepressivi e
mortalità. Ad esempio, Tata et al. (Heart
2005;91:465-471) in uno studio caso-controllo
che utilizzava informazioni del General Practice Research
Database, ha osservato un associazione positiva tra infarto
del miocardio ed uso di SSRIs (OR, 1,47; IC 95% 1,41-1,54)
o TCAs (OR, 1,40; IC 95% 1,36-1,43). Gli autori ipotizzano
che molti dei risultati che emergevano da questo, come da
altri studi precedenti, dipendevano dalla difficoltà
di controllare per il grado di severità clinica della
depressione. D’altro canto gli stessi autori mettono
in evidenza alcuni limiti importanti nel disegno del presente
studio. In particolare, occorre ricordare che sia la diagnosi
di depressione che l’uso di antidepressivi è
stato tracciato esclusivamente durante il ricovero ospedaliero;
viceversa non si hanno informazioni su potenziali variazioni
avvenute nel corso del follow-up. Inoltre, poiché i
pazienti sono stati reclutati solo da una singola unità
di cura non è chiaro se le modalità diagnostiche
e quelle relative alla terapia antidepressiva siano generalizzabili
ad altre realtà. Emerge pertanto la necessità
di studi clinici ad hoc atti a valutare se un adeguato trattamento
con SSRIs e/o altri antidepressivi sia in grado, attraverso
la riduzione dei sintomi di depressione, di ridurre la mortalità
o altri esiti cardiaci senza rischi concomitanti in queste
categorie di pazienti. Giampiero Mazzaglia |
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aggiornamento: 19 Novembre 2008 |





